OBBLIGO DELLE MANUTENZIONI CAPPE


Alcune delle normative che regolamentano i DPC

Cappe Chimiche:

UNI EN 14175

 

Cappe biologiche:

UNI EN 12469

UNI EN 14644

DIN 12980

NSF 49:2008

AFNOR XP 15

 

Armadi Sicurezza:

UNI EN 14727

 

Armadi Infiammabili:

UNI EN 14470


Manutenzioni preventive e validazioni

La pratica della manutenzione garantisce il mantenimento dei requisiti richiesti per la marcatura CE e ciò rende tale pratica UN OBBLIGO

(all. I, punto 4, D.Lgs. 46/97 e all. I, punto 4, D.Lgs. 332/2000)

 

Se poi il dispositivo è un’attrezzatura di lavoro, un obbligo ulteriore affinchè il datore di lavoro effettui la manutenzione, discende

dal D.Lgs. 81/2008 (integrato dal D.Lgs. 106/2009) art. 71. 

 

Attrezzatura di lavoro

(D.Lgs. 81/08): qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impianto

destinato ad essere usato durante il lavoro.e usato durante il lavoro.

 

  •  Art. 15, comma 1 del D.Lgs 81/08:

“Le misure generali di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro sono (...) la regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, macchine ed impianti ...”.

 

  • Art. 71, comma 4 del D.Lgs 81/08:

“Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché le attrezzature di lavoro siano installate ed utilizzate in conformità alle istruzioni d’uso oggetto di idonea manutenzione al fine di garantire nel tempo larispondenza ai requisiti di sicurezza di cui all’art. 70 e siano corredate, ove necessario, da apposite istruzioni d’uso e libretto di manutenzione”.

 

  • Paragrafo “Gestione delle risorse tecnologiche” del DPR 14 gennaio 1997:

“Deve esistere un piano per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle apparecchiature

biomediche ; tale piano deve essere documentato per ciascuna apparecchiatura e reso noto ai diversi livelli operativi”....

 

  • Art. 3 del D.Lgs. 46/97:

“I dispositivi possono essere immessi in commercio o messi in servizio unicamente se rispondono ai requisiti prescritti dal presente decreto, sono correttamente forniti e installati, sono oggetto di un’adeguata manutenzione e sono utilizzati in conformità della loro destinazione”.

 

  • All. I, punto13.6 del D. Lgs. 46/97:

“Le istruzioni per l’uso devono contenere.... d) tutte le informazioni che consentono di verificare se undispositivo è installato correttamente e può funzionare in maniera adeguata e sicura, nonché le informazioni riguardanti la natura e la frequenza delle operazioni di manutenzione e di taratura necessarie per garantire costantemente il buon funzionamento e la sicurezza del dispositivo”

 

Responsabilità nelle attività di verifica periodica e manutenzione su cappe (DPC) da laboratorio quali cappe chimiche, cappe biohazard e armadi 

- I collaudi iniziali, verifiche periodiche e manutenzione preventive sono tutte attività obbligatorie per garantire la sicurezza agli operatori , nel caso specifico nei laboratori come prescritto dall'art. 71 del T.U. sulla salute e sulla sicurezza sul lavoro.

 

- La criticità delle attività svolte in laboratorio, sia esso chimico o biologico, di ricerca, analisi o controllo qualità, richiede la massima attenzione per prevenire incidenti e soprattutto impedire l'esposizione ripetuta nel tempo degli operatori a sostanze nocive per la salute come agenti biologici che potrebbero indurre a malattie croniche e con conseguenze anche a distanza di anni dall'esposizione.

 

- La responsabilità per i controlli e la manutenzione è quindi elevata soprattutto per chi è incaricato di svolgere tale incarico come RSPP o datori di lavoro in generale, dovendo garantire il buon funzionamento per la sicurezza delle persone che le utilizzano e in generale per quanti operano all'interno dei laboratori.


Non rischiare la propria SICUREZZA dando la colpa alla " CRISI "

Anche in un contesto di CRISI economica come in questi ultimi tempi l'impegno per la prevenzione e la sicurezza non possono essere trascurate assolutamente.

 

La manutenzione ordinaria delle cappe a flusso laminare o chimiche da laboratorio hanno bisogno di essere monitorate periodicamente.

 

La sostituzione dei filtri Hepa e Carboni attivi è fondamentale al fine di prevenire eventuali contaminazioni ambientali per salvaguardare soprattutto l'operatore oltre che prodotto e ambiente.

 

Le Cappe da laboratorio o Dispositivi di protezione collettiva che dir si voglia sono uno dei dispositivi più importanti mai realizzati e spesso si sottovaluta la loro reale efficacia nell'utilizzo in ogni campo applicativo.

 

Si basti pensare che dal privato come industrie elettroniche al farmaceutico passando per industrie alimentari e ospedali le cappe sono sempre presenti e svolgono una funzione FONDAMENTALE ai fini della riuscita dell'obiettivo perseguito.

 

Ad esempio sotto una cappa microbiologica con filtri HEPA le particelle di polvere all'interno dell'ambiente controllato sono pressochè pari a zero mentre al di fuori di una cappa riscontriamo migliardi di particelle.

 

Credo sia capitato a tutti di vedere un raggio di sole in controluce e migliaia di particelle di polvere in sospensione (e sono solo quelle più grandi che il nostro occhio può percepire)

immaginate quelle che non si possono vedere.

 

Queste particelle che sotto cappa sono zero ma fuori dalla cappa sono migliardi sono i potenziali veicoli di trasporto per tutti i batteri , spore o virus che ci sono all'interno dei laboratori e che se non debitamente filtrati da HEPA nuovi ed efficienti possono disperdersi nell'ambiente e arrivare nelle condutture dell'aria andando a contaminare magari un altro piano di lavoro ( dentro degli uffici ad esempio) con personale ignaro della questione.

 

Anche la validazione delle cappe è fondamentale e vanno controllati vari parametri uno dei fondamentali parlando di cappe microbiologiche è l'eventuale presenza di barriere di protezione operatore mediante la verifica dei flussi dell'aria in quanto qualora per diversi motivi ci dovessero essere problemi la contaminazione dell'operatore prima e del prodotto poi è assicurata ( questo porterebbe anche a valori dei test sballati o alterati)